Categoria: Sergio Malacrida

  • Sconfìnati: venti di partecipazione

    Giovedi 23 febbraio raggiungiamo quota 20. Oltre 1600 persone incontrate in giro per la Diocesi.  E al termine di ogni incontro tante persone si avvicinano, ringraziano, chiedono di poter far qualcosa. Capita a volte di ricevere uno scritto che questa volta l’autore ha deciso di spedire alle redazioni di un po’ di testate (grazie!). Anche questo è…

  • Ai confini della realtà

    Lo dico subito: il direttore del Centro di Subotica e il personale che abbiamo incontrato oggi sono stati molto disponibili e hanno risposto alle nostre domande per oltre un’ora e mezza. Ci forniscono dati aggiornati degli ospiti, ci spiegano come funziona il protocollo delle liste di attesa per attraversare il confine serbo-ungherese e non nascondono…

  • Mi sono sentito molto felice

    Adasevci, Sid, Principovac. Silvia mi sgrida quando sbaglio a pronunciare dignitosamente nomi, parole, città in una lingua che non mi appartiene.  Figurati quante volte B., giovane iraniano, ha provato a dirmi come si chiama. A un certo punto mi chiede di aspettarlo un attimo: vuole farmi vedere un quaderno che conserva nel suo posto letto…

  • L’ Ungheria è lunga 8 km

    La bocca è impastata e dalle tempie senti il ritmo accelerato del tuo battito cardiaco. Poi c’è quell’odore che non se ne va. Le orecchie sentono ancora i colpi di tosse che sembrano non fermarsi mai. Le mani, troppo fredde per rimanere scoperte, si sono salvate. Per gli occhi,  ne riparliamo domattina al risveglio. C’è…

  • Georgia: danzare la vita

    Ed eccoci arrivati a Kutaisi, città di 150.000 abitanti, sede (non si sa ancora per quanto) del Parlamento. Provate a fare uno sforzo di fantasia e immaginare i nostri rappresentanti romani che per raggiungere gli scranni e sedersi nell’emiciclo devono mettersi in viaggio per almeno 4 ore, in auto, su una provinciale a 2 corsie…

  • Georgia: profughi per sempre

    Chi si ricorda della guerra dei 5 giorni dell’agosto 2008? Queste 3000 famiglie (circa 12000 persone) certamente sí. Nessuno oggi crede (ma molti lo sostenevano già 6 anni fa) di poter far ritorno in Ossezia del sud, la cui indipendenza non è mai stata riconosciuta dalla comunità internazionale tranne che dalla Russia e dal Nicaragua…

  • Georgia: born in the USA (?)

    Succede anche questo: sommerso nel traffico di Tbilisi, mentre il cuore batte a mille a causa della guida allegra di Kaka, non credi ai tuoi occhi quando ti imbatti in quello che vorresti fosse un vecchio manifesto pubblicitario e invece è il toponimo di una via non proprio secondaria della capitale. Ma, bizzarrie a parte…

  • Georgia: back in the USSR

    L’atterraggio non è stato proprio una passeggiata, ma alla fine siamo arrivati in Gruzia stanotte con l’emozione di un doppio cambio di fuso orario in diretta: l’ora legale italiana (+1) + il fuso orario locale (+3) – l’ora legale locale che qui non viene applicata. In sostanza, ogni quarto d’ora chiedo a Matteo che ora è…

  • Il Cantiere di Fetesti non finisce qui

    Occhei la formazione, i progetti, le rendicontazioni. Una missione però è anche viaggio, kilometri macinati a guardare il paesaggio e a chiacchierare ore e ore (e a me e Igor riesce piuttosto bene…). E’ fermarsi per strada a recuperare borse piene di prodotti della terra da portare a casa: quelli comprati in capitale hanno un…

  • (ancora) In Moldova con Matteo

    Stavolta la sveglia suona prima del solito. Il nostro aereo parte alle 7 da Malpensa e così capita di trovarsi a chiacchierare alle 4 del mattino con Guido a Cadorna.  Lui è preoccupato: gli omoni della vigilanza notturna della centrale stazione milanese, gli hanno intimato di non importunare i viaggiatori in attesa del primo treno…