Categoria: Cafasso House

  • Kenya. L’Araba fenice

    “ to become a good person and to change; I want to go to school, to search a job and I want to help my parents to get-out of the poverty”. Queste poche parole sono la risposta di Camcuria o meglio Ismael, il suo vero nome, alla mia domanda “cosa fai qui?”. Possono essere parole…

  • Nairobi e le sue mille realtà

    Di solito mi risulta semplice raccontare un qualcosa che mi ha colpito ed emozionato; al contrario questa volta qualcosa è cambiato e non riesco a trovare le parole più giuste per esprimere come mi sono sentita e come mi sento ora. Sapevo che mi sarebbe servito del tempo, al mio rientro, per riuscire a descrivere…

  • Kenya: Buon Natale a tutti, davvero

    Buon Natale a tutti, davvero. Buon Natale a Simon, che passerà il suo 15esimo compleanno a giocare a pallone tra le mura di un carcere minorile. Buon Natale al commerciante del negozio di telefoni che ha scoperto Simon con le mani nel sacco, che lo ha chiuso in uno stanzino fino all’arrivo della polizia. Buon…

  • Kenya: Un servizio a puntate (#1)

    Infilo la mano sotto al letto, afferro la zanzariera e la sfilo con un rapido movimento del braccio. Ho dormito più di 8 ore senza mai svegliarmi, il materasso è davvero troppo comodo. Mi insapono le mani, le sfrego energicamente, mi lavo la faccia e la situazione inizia a migliorare. Prima di andare mi guardo…

  • Kenya: imporsi, sbagliando, di non piangere

    Quando sono uscito dalla stanza per andarlo a chiamare, credevo di sapere bene a cosa stessi per andare incontro. Credevo di trovarlo dove l’avevo visto qualche minuto prima, mentre chiamavo altri ragazzi per alcuni colloqui individuali: invece di fianco alle mucche, chino a sminuzzare l’erba da dare in pasto a queste, c’era soltanto N. Stupido…

  • Il Kahawa West che non so descrivere

    Primissimo giorno di servizio effettivo a Cafasso House. Sveglia alle sette e mezza, colazione preparata di Giacomo mentre io, con la solita calma frettolosa che solo chi mi conosce bene e ha vissuto qualche tempo con me può capire, cerco di prepararmi in tempo per l’uscita che ci eravamo prefissati. Nemmeno a dirlo, non ce…

  • Kenya: Suor Rachel, Kibe e la banconota stropicciata

    Mentre Kibe parla, il gruppo non fa che seguire il suo inglese fluente ma ottimamente scandito. Sono rari i cali di attenzione, nonostante la freschezza dell’aria e del paesaggio sullo sfondo quasi magnetizzino l’ambiente: il mais, germogliato da qualche settimana, si affaccia al mondo in ordinate file parallele equidistanti; un albero dal tronco molto storto…

  • Una danza lunga un anno

    “Lloyd, apri il dimenticatoio che devo buttarci questa brutta esperienza” “Sir, prima che la elimini le consiglierei di guardare bene al suo interno” “Dentro ci sono solo delusione e rabbia, Lloyd” “Ma anche una preziosa scaglia di esperienza, sir” “Da sola è troppo piccola per ripagare le fatiche del passato, Lloyd” “Ma, insieme alle altre,…

  • “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome”

    Se ripenso a questi mesi in Kenya non posso certo dire che sia stata, e che sia tutt’ora, un’esperienza spiritualmente illuminante. Purtroppo, in chiesa come in molti altri ambiti della vita, spesso prevale l’immagine, l’apparire, più dell’essere. La lingua poi non aiuta, e a causa di tutte queste piccole cose, il mio entusiasmo nel frequentare…

  • Dalla Cafasso… la storia di Kamau

    Kamau è nato nel 1994, ultimo nato in una famiglia di 10 figli (8 maschi e 2 femmine). Ha lasciato la scuola quando era nella settima classe della scuola primaria per lavorare come bagnino a Malindi, sua città natale. Ma, così volle il fato, nel luglio 2010 un suo fratello maggiore venne coinvolto in una…