“Galline in fuga” atto I – “le avventure dell’Albergatore nella ridente Vale”

# Rispettando le tempistiche georgiane, anche le cantieriste
della Georgia scrivono il loro primo post
#
Dopo la lunga vacanza ad Istanbul (che è proprio volata!),
gli angeli della Georgia sono approdate in quel di Vale, un piccolo villaggio
nel sud della Georgia vicinissimo al confine con la Turchia (tranquilli, non
abbiamo sconfinato e nemmeno fatto foto). Il suddetto villaggio è governato da
un simpatico Signor Albergatore, conosciuto dai più come Mama Misha
(MAMAOOOOOOO!!!!): come rappresentante dell’accoglienza e ospitalità georgiana,
quando siamo arrivate in aeroporto ci ha calorosamente stritolato in un
abbraccio e portate a Vale. Qui abbiamo subito la nostra trasformazione: da
Angeli della Georgia a Galline in fuga.
Il Signor Albergatore ci ha ospitate nella sua dimora
mettendoci a disposizione tutto il pavimento che c’era, il gigantesco
frigorifero e tutte le dispense della cucina, le quali sono state prontamente
riempite dalle care nonne georgiane che ci hanno sfamato; questo è solo un
assaggio dell’ospitalità georgiana che comprende: vino, aglio, coriandoli e
brillantini che ti rimangono nei capelli per giorni, corni in terracotta da
bere tutto d’un fiato e la travolgente Maka che non dimenticheremo facilmente.
Ma cosa ci fanno 8 angeli trasformate in galline in quel di
Vale? Semplice, fanno ridere i polli. 80, per la precisione. Ecco il numero dei
bambini che ci hanno assalito durante tutta la settimana, tra un Bulldozer e
una bandiera doppia, una staffetta con le spugne di Misha e una serie di
laboratori che Giovanni Muciaccia levati, abbiamo trascorso un’intensa
settimana superando degnamente la barriera linguistica.

Stapilosperi (il colore della carota) e Vardisperi (il
colore della rosa) erano le due parole più gettonate per descrivere qualsiasi
verbo, azione e reazione. Ci bastava unirle ai gesti giusti per raggruppare una
70ina di scalpitanti bambini che non si sono ancora accorti che non siamo
georgiani e quindi non parliamo la loro stessa lingua.
Se volete sapere cosa abbiamo fatto in questo Cantiere,
aspettate il prossimo atto.

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