Il Perú sono gli auguri, gli “in bocca al lupo” e le lettere di familiari ed amici ricevuti prima della partenza.
Il Perú é “Il Massi”, mio compagno di avventura, guida e amico, che ovunque andiamo si fa largo sorridente tra forti abbracci pieni di affetto, strette di mano, risate e racconti passati rispolverando nei cuori di chi lo incontra gioie e sofferenze condivise insieme.
Il Perú é la calma e la simpatia di Padre Ugo nell’immensa lista di difficoltá e problemi che affronta ogni giorno con il fondamentale appoggio dei volontari dell’Operazione Mato Grosso per aiutare i “suoi” poveri.
Il Perú é la sviluppata capitale popolata dai suoi abitanti “globalizzati e occidentalizzati”, é la fantastica vista dell’oceano dalla localitá turistica Miraflor, é la Inka Kola e il Mate di Coca.
Il Perú é viaggio, é muoversi dalla cittá ai campi coltivati, dal cemento al fango; é passare dagli autobus e taxi alle combi scassate che perdono ruote ed affidabilitá.
Il Perú é partecipare alla commemorazione della morte di Padre Daniele Badiali, rapito e ucciso nel 1997 per salvare la vita di “altri”; é ritrovarsi seduti su un sasso fradicio per la pioggia osservando una bambina piccolissima che, con in mano un fiore, sorride ai suoi genitori, ai suoi fratelli e al mondo intero
Il Perú é uno stile di vita.
Il Perú sono i colori della natura, degli abiti e dei cappelli del popolo peruano.
Il Perú é raccogliere patate insieme all’inseparabile Massi e Marco (“Il rasta”) con piedi, ginocchia e mani nel fango sotto il sole che brucia la pelle e l’umiditá della pioggia che penetra nelle ossa.
Il Perú é riflettere sulla “vita del campo”, sulla fatica, sulla piaga dell’alcolismo e sulle storie degli operai locali con cui condividiamo il lavoro.
Il Perú é una telefonata dalla Sierra per fare gli auguri a papá e salutare la famiglia in una sala con un telefono e mille persone che ascoltano ció che dici e guardano incuriositi come gesticoli; é la cucina e l’accoglienza della Manuela; é la mia felpa rossa che porto sempre con me perché emana un calore insostituibile.
Il Perú é Lima, Huaraz, Marcará, Chacas, San Luis, Acorma, Sapchá, Acochaca, Shilla e Carhuaz.
Il Perú é ricchezza, povertá e sofferenza; é lavoro manuale, condivisione, entusiasmo e felicitá; é altitudine, fiato che manca e cuore che batte forte…
IL PERÚ É PASSIONE!
Un bacione alla mia famiglia e un abbraccio fortissimo a tutti voi,
vi porto con me ogni giorno in ció che vivo e respiro,
Teo! 🙂
p.s. in molti si chiederanno perché continui a scrivere sul blog di Caritas sebbene il mio anno di servizio civile sia terminato da ormai quasi due mesi…
Beh, la risposta é semplice… dall’Italia al Sole una delle poche certezze é che SI É SCE PER TUTTA LA VITA! 🙂






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