Questo post nasce per non
fare sentire i nostri colleghi del libano (la signorina Anna Pulici e il signor
Stefano Fogliata) soli nelle loro avventure stradali.
fare sentire i nostri colleghi del libano (la signorina Anna Pulici e il signor
Stefano Fogliata) soli nelle loro avventure stradali.
Io pensavo di andarmene dall’Italia
e di non dovermi più preoccupare del dovere prendere la metro, pensavo che qui
non fossero necessari i mezzi pubblici e che nel caso, prenderli sarebbe stata
una passeggiata. Ah quale ingenuo fui, non potevo immaginare che prendere dei
mezzi di trasporto con nomignoli dolci e buffi potesse rivelarsi una vera e
propria battaglia. Qui nomi come: Micro, trufi, taxi trufi, taxi e moto
taxi al solo nominarli fanno soffrire di claustrofobia chi non ne ha
mai sofferto, invocano i peggiori incubi di qualsiasi pendolare e fanno desiderare
che non sia mai stato inventato il motore a scoppio…
e di non dovermi più preoccupare del dovere prendere la metro, pensavo che qui
non fossero necessari i mezzi pubblici e che nel caso, prenderli sarebbe stata
una passeggiata. Ah quale ingenuo fui, non potevo immaginare che prendere dei
mezzi di trasporto con nomignoli dolci e buffi potesse rivelarsi una vera e
propria battaglia. Qui nomi come: Micro, trufi, taxi trufi, taxi e moto
taxi al solo nominarli fanno soffrire di claustrofobia chi non ne ha
mai sofferto, invocano i peggiori incubi di qualsiasi pendolare e fanno desiderare
che non sia mai stato inventato il motore a scoppio…
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il Micro è una specie di pullmino da una ventina di posti, generalmente motore americano e un quantitativo di anni che al solo vederli farebbero morire d’infarto qualsiasi ispettore della motorizzazione. Si pensa sia diffuso in tutta l’America latina, con avvistamenti anche nell’America centrale (magari i nicaraguensi possono confermare). In questi musei deambulanti della storia del motore, gli autisti sfoggiano tutti i migliori ornamenti del sud America, tra i quali un abbondante campionario di foto di donnine MOLTO POCO “vestite”. Studi recenti, effettuati nelle ore di punta, affermano che in realtà un micro ha la stessa capienza di un treno merci, o se vogliamo, in proporzione, di una scatola di sardine.
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Il Trufi
è un furgoncino, stile Volkswagen,
che nella testa degli ingenieri che lo hanno progettato doveva avere una
capienza massima di 9 posti. Qui i fisici Boliviani, hanno scoperto che non è
vero, e che un pullmino della Volkswagen
in verità può contenere lo stesso quantitativo di persone di una nave da
crociera. Il trufi non gode delle pittoresche decorazioni del micro.
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Il taxi
trufi è una macchina, una cinque porte omologata per portare cinque
persone. Anche in questo caso i matematici Boliviani hanno dimostrato che
tramite un’accurata equazione e grazie ad un esperto di tetris, una comune berlina può portare lo stesso quantitativo di
persone di un volo transoceanico. Il taxi trufi, viene venduto come una comune
macchina da città, in realtà nasconde un’anima da corsa.
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Il taxi
invece non è ancora riuscito ad abbattere le barriere dello spazio (quelle del
tempo si). Normalmente porta un solo gruppo di clienti alla volta e lo fa in
tempi rapidissimi. Non so quanti di voi abbiano visto Star Wars e quindi abbia
in mente la scena in cui il Millenium Falcon fa il salto
nell’iperspazio, o nella scena finale in cui Luke Skywalker si infila
nel tunnel della Morte Nera per sparare al nucleo e distruggerla…ecco prendere
un taxi è un misto tra entrambe le esperienze. Come il taxi trufi, il taxi ha
una natura
sportiva, ma il rivenditore la spaccia per una normale auto da città.
Il tassista, invece, che gode di una particolare empatia con i veicoli, capisce
il bisogno della vettura e fa di tutto per riportarla alla sua originaria
natura.
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Il moto
taxi non l’ho ancora preso, so che si tratta di una moto che fa da
taxi. Lascio a voi immaginare il viaggio…
Quello cha hanno in comune
tutti questi mezzi di trasporto è: l’incertezza del percorso che compiranno, il
prezzo che varia in base all’autista e l’incertezza di arrivare. Inoltre in
giro per le strade si possono osservare dei pali blu che vorrebbero essere
delle fermate dei mezzi pubblici, il problema è che l’alcaldia non lo ha
spiegato ai cochabambini. Quindi il buon cittadino, che ci tiene alla sua
salute e ha paura di logorare i piedi e le gambe, sale dove gli fa più comodo e
al grido di “a la esquina voy a bajar por
favor” scendono in qualsiasi punto della calle.
Insomma, come scrisse il
buon Stefano: paese che vai, taxi che trovi.
buon Stefano: paese che vai, taxi che trovi.
| Micro lleno |
| Trufi dopo l’intervento del famoso esperto di Tetris |
| Tipico pedale di un micro con donnina incisa sopra |
| Interno e decorazioni di un Micro |







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